Papa Francesco, cosa vuol dire avere un pontefice gesuita

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Habemus Papam. Padre Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, nominato Francesco, è il nuovo pontefice che viene a sostituire il suo predecessore Benedetto XVI. Una nomina rivoluzionaria per la storia della Chiesa cattolica. Perchè Papa Francesco, oltre ad essere latino americano - rappresentando quindi la chiesa di una delle parti del mondo in maggior fermento -  è anche il primo gesuita a diventare successore di Pietro. Non era mai accaduto niente del genere da quando Ignazio di Loyola fondò il suo ordine nel 1534. 

Ma chi sono, i gesuiti. La Compagnia di Gesù, dal quale proviene Francesco I, è un particolare ordine religioso che si differenzia innanzitutto perchè segue quattro - e non tre - ordini. Che sono: povertà, castità, obbedienza, ma anche - come è scritto sul loro sito - "speciale obbedienza al Papa, il quale in forza di tale voto può mandarli in ogni parte del mondo e affidare loro qualsiasi missione egli ritenga necessaria o utile per il bene della Chiesa". Una novità di non poco conto, visto che questa volta un devoto servitore del Papa sarà il Papa stesso.

La scelta di utilizzare il termine gesuiti nasce quindi dal loro totale amore per Gesù, che è il centro e lo scopo della loro stessa vita, imitandolo nella sua vita e nelle sue azioni e pronti a servirlo a costo di ogni sacrificio.
La scelta di nominare Padre Bergoglio ha quindi un significato profondo ed ha un chiaro segnale, quello di ritornare ad una Chiesa umile e incentrata su Dio e su nessun altro. Una sorta di redenzione, necessaria al Vaticano dopo tutti i pesanti scandali di cui si è macchiata.

Riportare la Chiesa all'essenziale, ecco spiegata la scelta del cardinale Bergoglio di chiamarsi Papa Francesco, in onore di San Francesco d'Assisi, modello e figura di riferimento per quest'ordine. Povertà e umiltà che Bergoglio ha da sempre messo in pratica in ogni aspetto della sua vita, scegliendo di girare in metrò e opponendosi ad ogni forma di lusso e di spreco.

Tra le attività cardini dei gesuiti c'è "il miglioramento morale e culturale del clero e la diffusione di una cultura cristianamente ispirata, mediante la creazione di scuole per l'educazione cristiana dei giovani nei Paesi latini e nel resto dell'Europa". L'educazione e l'istruzione dei giovani è quindi tra i punti cardine della Compagnia, che ha fondato nei secoli numerose scuole in tutto il mondo e che svolge ancora oggi attività educative per tutte le età.
 
Sebbene la visione dei gesuiti sia conservatrice, quella in particolare di Papa Francesco è molto più progressista. Non ha mai approvato, infatti, l'eccessiva autoreferenzialità della Chiesa e la sua rigorosità, specie in materia di sessualità.

Video - Cosa pensano i gesuiti dell'elezione del Papa

Il gesuita padre Spadaro: emozionati e sorpresi per Bergoglio Roma, (TMNews) - C'è emozione, ma anche sorpresa per la nomina di Bergoglio a Papa, primo gesuita a diventare Successore di Pietro. A esprimerla è padre Antonio Spadaro, gesuita, direttore di Civiltà Cattolica, la rivista della Compagnia di Gesù. "E' singolare, noi siamo molto emozionati perchè questa figura di pontefice che incarna la spiritualità ignaziana è una figura molto singolare. Siamo un po' emozionati e anche un po' sorpresi, non siamo abituati come gesuiti".

Il gesuita tocca anche il tema della dicotomia tra il Papa bianco e il Papa nero.

"L'unico Papa è il papa bianco. L'immagine del Papa nero non ha nessun fondamento, è una sorta di leggenda e il motivo viene dal fatto che il nostro padre generale indossa l'abito nero. È più una battuta che altro".

Le sfide che ora Papa Francesco dovrà affrontare sono numerose:

"Più volte ha sottolineato come il peccato più grande della chiesa in questo momento è l'autoreferenzialità. Lui sente il bisogno di una apertura, di uno sguardo ampio, di una chiesa che abbraccia il popolo".

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